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Cinema

La prima sala di Street Fighter ha amato le risse e litigato sul resto

Dopo la prima di lunedì a Los Angeles, i post hanno chiamato il film un Bloodsport sotto steroidi e un erede migliore di Mortal Kombat del 1995. Altri hanno detto che cade. Esce venerdì.

Di News4You Editorial 6 min
La prima sala di Street Fighter ha amato le risse e litigato sul resto

Paramount ha lasciato parlare la sala prima dei critici. Dopo la prima di lunedì di Street Fighter a Los Angeles, gli spettatori hanno postato reazioni brevi, e martedì la spaccatura era già la storia. Il film esce venerdì. Mercoledì mattina Rotten Tomatoes segnava ancora zero recensioni complete. I post non hanno aspettato.

La versione gentile suona come un venerdì da videonoleggio. Chris Killian di ComicBook l’ha chiamato Bloodsport a steroidi da cavallo, un complimento molto preciso se ricordi il film di risse del 1988. La critica Maude Garrett ha detto che le mosse firma le hanno fatto venire la pelle d’oca, e ha contato più di cento easter egg per chi ha davvero giocato. Andrew J. Salazar ha scritto che spesso sembra un successore migliore di Mortal Kombat del 1995 rispetto ai film recenti di quel franchise, uno dei pochi grandi budget che porta l’energia degli anime nel live action. Il Ken di Noah Centineo e il Guile di Cody Rhodes erano i nomi che uscivano quando qualcuno si divertiva. La Chun-Li di Callina Liang riceveva lo stesso trattamento da chi amava le risse.

L’altra metà della sala è uscita infastidita. Tessa Smith di Mama’s Geeky ha lodato parte dell’animazione e parte delle risse, poi ha detto che il film alla fine cade. Battute che non atterrano, una storia che sembra incompiuta, un terzo atto che si intorbidisce. Uno spettatore ha fatto fatica a riconoscere Cammy, M. Bison e Guile. Un altro avrebbe voluto che il film si prendesse un po’ più sul serio, pur ammettendo che la coreografia funziona. È il rischio quando il grande credito culturale del regista è The Eric Andre Show. Il camp è il punto finché non diventa il problema.

Kitao Sakurai ha preso il film dopo che Danny e Michael Philippou, i fratelli di Talk to Me, se ne sono andati. La versione del 1994 con Jean-Claude Van Damme è ancora quella che la gente cita quando vuole essere cattiva coi film tratti dai giochi, e sta al 20% su Rotten Tomatoes da tutti questi anni. Sakurai ha detto che un sequel è già in scrittura. Ha anche detto che vive o muore questo weekend. Venerdì è l’unica recensione che paga.

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