Mondiale 2026 al via: il Messico apre contro il Sudafrica all'Azteca
Esattamente 16 anni dopo - stesso avversario, stesso copione d'apertura. Shakira, Burna Boy e la prima partita del Mondiale più grande di sempre.
Oggi il calcio riprende il pianeta. Il Mondiale 2026 è partito a Città del Messico: Messico - Sudafrica all’Azteca. Partita uno su 104. Cerimonia una su tre - domani Toronto e Los Angeles.
E il bello è questo: è il remake dell’apertura del 2010. Stessa data, 11 giugno, esattamente 16 anni dopo l’1-1 a Johannesburg. Prima volta nella storia che si ripete un match inaugurale. Il Messico diventa anche l’unico paese ad aver ospitato un’apertura maschile per la terza volta.
La cerimonia inizia 90 minuti prima del fischio. Shakira, Burna Boy, J Balvin sul palco. Inno ufficiale del torneo: «Dai Dai». Per i messicani non è solo un concerto - l’Azteca è un tempio. Pelé alzò il trofeo qui. Maradona fece la sua magia qui. Oggi è di nuovo pieno e tutto il paese si ferma.
Il formato è diverso da qualsiasi edizione precedente: 48 squadre, 16 città, tre paesi - Messico, Canada, USA. Finale il 19 luglio a New York. Fino ad allora - un mese di caos, dramma e discussioni sul VAR alle 3 di notte.
Il programma di oggi non è solo Città del Messico. Stasera a Zapopan - Corea del Sud contro Repubblica Ceca. Domani partono le cerimonie in Canada e negli USA, poi USA - Paraguay a Los Angeles.
Sul fondo, la storia a parte sull’Iran: la nazionale è arrivata, lo staff ha i visti, ma ai tifosi hanno tolto la quota di biglietti. Politica e sport nello stesso frame, di nuovo.
Chi è favorito? Il Messico in casa - risposta ovvia. Ma il Sudafrica sa presentarsi alle inaugurazioni: nel 2010 non ha perso. Gli scettici ricordano che il Messico non brilla nei grandi tornei da tempo. Gli ottimisti dicono che ospitare l’apertura tre volte non è uno scherzo - la pressione colpisce tutti.
La palla rotola. Il mese che tutti aspettavano da quattro anni (otto in realtà, con il rinvio) è finalmente iniziato.